Introduzione Acufene e Click Mandibolare
L’acufene (tinnito) è la percezione di un suono in assenza di una sorgente esterna e può avere molteplici origini: otologiche, neurologiche, vascolari o somatosensoriali. Un “click” mandibolare — il rumore o la sensazione di scatto proveniente dall’articolazione temporo-mandibolare (ATM) — è frequentemente riferito dai pazienti con disturbi masticatori e può essere associato a variazioni nella percezione del tinnito. Capire quando questa associazione richiede approfondimenti o interventi mirati è fondamentale per una gestione efficace.
🔎 In sintesi
-
L’acufene può essere influenzato da disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM).
-
Il click mandibolare è spesso segno di alterazione del disco articolare o sovraccarico muscolare.
-
Esiste una forma definita acufene somatosensoriale, modulabile dai movimenti della mandibola.
-
Non sempre click e acufene sono causalmente collegati, ma l’associazione è frequente.
-
È necessario approfondire se compaiono: perdita uditiva improvvisa, vertigini importanti, dolore intenso o blocco mandibolare.
-
La terapia più efficace è spesso multidisciplinare (gnatologo, ORL, fisioterapista).
-
I trattamenti conservativi dell’ATM possono ridurre l’intensità del tinnito in pazienti selezionati.
Che relazione esiste tra ATM (click) e acufene?
Più lavori clinici e revisioni indicano una associazione significativa tra disfunzioni temporo-mandibolari (TMD) — tra cui il click articolare — e acufene somatosensoriale. Le ipotesi patogenetiche principali sono:
-
Vie neurali condivise: afferenze sensoriali del muscolo masticatorio, dell’articolazione e della regione auricolare convergono nei nuclei del tronco encefalico; stimoli somatici anomali possono modulare i circuiti uditivi centrali e amplificare la percezione del tinnito.
-
Meccanica e pressione: alterazioni nella dinamica dell’ATM (dislocazione del disco, click ricatturante) possono modificare la pressione locale e la funzione muscolare attorno all’orecchio medio e alle strutture prossimali, influenzando la percezione uditiva.
-
Comorbilità e fattori comuni: bruxismo, dolore miofasciale e rigidità cervicale spesso coesistono con click e acufene, aggravando i sintomi complessivi.
Importante: associazione non significa sempre causalità — in molti pazienti l’acufene e il click convivono senza che uno sia la chiara causa dell’altro.
Quando preoccuparsi: i “red flags”
Rivolgiti prontamente a uno specialista (otorinolaringoiatra, odontoiatra specializzato in gnatologia o chirurgo maxillo-facciale) se l’acufene con click presenta uno o più dei seguenti elementi:
-
insorgenza improvvisa e unilaterale dell’acufene associata a perdita uditiva evidente;
-
click o rumori articolari associati a dolore intenso, blocco mandibolare o limitazione funzionale;
-
segni neurologici (vertigini ricorrenti, diplopia, debolezza facciale) o recente trauma cranico/facciale;
-
sintomi progressivi che interferiscono con il sonno, lavoro o stato emotivo.
Questi segni richiedono indagini urgenti per escludere cause otologiche o neurologiche rilevanti.
Percorso diagnostico consigliato
-
Anamnesi completa: caratteristiche del tinnito (tonalità, variabilità, fattori che lo modulano), presenza di click o blocchi, storia di bruxismo, terapie in corso, sintomi otologici.
-
Esame obiettivo: otoscopia, esame otoneurologico, ispezione e palpazione dell’ATM e dei muscoli masticatori; valutazione della mobilità mandibolare e della presenza di rumori articolari.
-
Esami strumentali selettivi: audiometria tonale e test impedenzometrico se indicato; imaging (CBCT o RM) nei casi con sospetto di patologia articolare strutturale; test di provocazione somatosensoriale (manovre mandibolari che modulano il tinnito) per identificare una componente somatosensoriale.
-
Valutazione multidisciplinare: quando necessario, cooperazione tra ORL, gnatologo, fisioterapista e psicologo per un quadro integrato.
Approcci terapeutici — cosa funziona (e cosa aspettarsi)
La letteratura recente mostra che trattamenti conservativi mirati alla disfunzione temporo-mandibolare possono ridurre la severità dell’acufene in pazienti selezionati, soprattutto quando il tinnito è somatosensoriale e correlato a dolore o disfunzione masticatoria. Le opzioni più supportate includono:
-
Terapia conservativa multimodale: bite occlusale/splint moderne (uso notturno), esercizi di rieducazione mandibolare, terapia manuale cervico-cranio-mandibolare e fisioterapia; spesso produce miglioramenti della frequenza e dell’intensità del tinnito.
-
Gestione del bruxismo e dell’ipertono masticatorio: tecniche comportamentali, biofeedback, bite e in alcuni casi farmaci per ridurre la muscolatura iperattiva.
-
Interventi odontoiatrici correttivi: solo se vi è una chiara indicazione (malocclusione documentata che contribuisce alla disfunzione) e mai come primo approccio empirico.
-
Trattamento dell’acufene in senso generale: counseling (spiegare la natura del tinnito), terapia cognitivo-comportamentale (CBT), misure di masking/arricchimento sonoro e programmi strutturati (TRT) possono coadiuvare il miglioramento della qualità di vita; queste strategie vanno combinate con la terapia per l’ATM quando appropriato.
Nota sulla qualità delle prove: gli studi mostrano risultati promettenti ma con eterogeneità metodologica; molte raccomandazioni si basano su trial clinici di piccola dimensione, studi osservazionali e revisioni narrative. La decisione terapeutica deve essere personalizzata.
Linee guida pratiche per il paziente (cosa puoi fare subito)
-
Annota quando il tinnito peggiora o migliora (movimento mandibolare, masticazione, posture particolari).
-
Evita di forzare l’ATM (yawning eccessivo, mordere oggetti duri).
-
Migliora l’igiene del sonno e riduci caffeina/alcool se noti peggioramenti.
-
Prenota una valutazione specialistica se il click è recente, associato a dolore o se l’acufene interferisce con la vita quotidiana.
-
Considera, dopo valutazione specialistica, un percorso conservativo (bite + fisioterapia) se la componente somatosensoriale è probabile.
Prognosi Acufene
Nei pazienti in cui il tinnito ha una componente somatosensoriale legata a TMD, la prognosi è relativamente favorevole quando la disfunzione viene identificata e trattata in modo appropriato; tuttavia, in presenza di acufene cronico plurifattoriale, la completa risoluzione non è sempre raggiungibile e l’obiettivo principale diventa la riduzione dell’impatto sulla qualità di vita.
Domande frequenti (FAQ) — Acufene e Click Mandibolare
l click mandibolare può causare acufene?
In alcuni pazienti sì. Le disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare possono modulare le vie nervose che collegano mandibola e sistema uditivo, contribuendo alla comparsa o all’aumento dell’acufene. Tuttavia, non tutti i click mandibolari sono responsabili del tinnito.
Se l’acufene cambia quando muovo la mandibola è un segno importante?
Sì. La variazione del tinnito durante apertura, serramento o movimenti laterali della mandibola suggerisce una possibile componente somatosensoriale. Questo dato è clinicamente rilevante e merita valutazione specialistica.
Quando devo preoccuparmi per acufene e click mandibolare?
È necessario un approfondimento urgente se compaiono:
-
perdita uditiva improvvisa
-
vertigini persistenti
-
dolore intenso o blocco mandibolare
-
sintomi neurologici associati
In assenza di questi segnali, è comunque utile una valutazione programmata.
Il bite può risolvere l’acufene?
Il bite non è una cura universale dell’acufene. Può ridurre i sintomi nei casi in cui la disfunzione dell’ATM contribuisca alla modulazione del tinnito. La terapia deve essere personalizzata e spesso integrata con fisioterapia e counseling.
L’acufene da ATM è permanente?
Non necessariamente. Se identificata precocemente e trattata in modo adeguato, la componente somatosensoriale può migliorare significativamente. Nei casi cronici plurifattoriali, l’obiettivo diventa la riduzione dell’impatto sulla qualità della vita.
🔬 Acufene da Disfunzione ATM vs Acufene di Origine Otologica
| Caratteristica | Acufene associato a Disfunzione ATM (Somatosensoriale) | Acufene di Origine Otologica (Interna all’Orecchio) |
|---|---|---|
| Modulazione con movimenti mandibolari | Frequente: il suono cambia aprendo la bocca, serrando o spostando la mandibola | Raro: generalmente non varia con i movimenti |
| Presenza di click o dolore mandibolare | Spesso presente | Assente |
| Dolore cervicale o tensione muscolare | Frequente associazione | Possibile ma non tipico |
| Perdita uditiva associata | Non sempre presente | Molto frequente |
| Insorgenza | Spesso graduale, correlata a bruxismo/stress | Può essere improvvisa (es. trauma acustico) |
| Tipo di suono percepito | Variabile, talvolta modulabile con pressione o postura | Spesso costante, tono definito (fischio, ronzio) |
| Risposta a terapia ATM (bite, fisioterapia) | Possibile miglioramento significativo | Generalmente nessun effetto diretto |
| Esami audiometrici | Spesso nella norma | Spesso alterati |
| Specialista di riferimento | Gnatologo / Chirurgo maxillo-facciale + ORL | ORL / Audiologo |
Conclusione Acufene e Click Mandibolare
L’acufene e il click mandibolare sono frequentemente associati: il click può essere un indicatore di disfunzione temporo-mandibolare che contribuisce a una componente somatosensoriale del tinnito. Un approccio diagnostico sistematico e multidisciplinare — orientato a identificare la componente dominante (otologica, somatosensoriale, neurologica o mista) — consente di scegliere la terapia più adeguata. Le strategie conservative per la TMD (splint, fisioterapia, esercizi) sono attualmente le più supportate per ridurre l’impatto dell’acufene in pazienti selezionati, purché il percorso sia personalizzato e guidato da professionisti esperti.
Bibliografia Essenziale
Di seguito una bibliografia sintetica ma autorevole, citabile in ambito scientifico:
-
Shore SE, Wu C.
Mechanisms of somatosensory tinnitus.
Progress in Brain Research. 2019; 260: 99-117. -
Michiels S et al.
Diagnostic criteria for somatosensory tinnitus: A Delphi process and face-to-face meeting.
Trends in Hearing. 2018; 22: 1-13. -
Tullberg M et al.
Temporomandibular disorders and tinnitus: A systematic review.
Journal of Oral Rehabilitation. 2023. -
De Felício CM et al.
Temporomandibular disorders and tinnitus: correlation and treatment outcomes.
Journal of Applied Oral Science. 2021. -
American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery (AAO-HNS).
Clinical Practice Guideline: Tinnitus (Update). 2023. -
Manfredini D et al.
Temporomandibular disorders and tinnitus: epidemiology and management considerations.
Journal of Oral & Facial Pain and Headache. 2022.
NOTE SULL’AUTORE
Dr. Luca Guarda Nardini è Medico Chirurgo, specializzato in Chirurgia Maxillo-Facciale, Otorinolaringoiatria e Odontostomatologia, con oltre 35 anni di esperienza clinica e scientifica.
È Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale presso l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso e Professore a contratto presso l’Università di Padova.
È riconosciuto tra i principali esperti italiani e internazionali nel trattamento delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e dei disturbi cranio-facciali.
Il dr. Luca Guarda Nardini si occupa di chirurgia maxillo facciale per la risoluzione di problematiche complesse come il trattamento delle disfunzioni mandibolari e la chirurgia orale.
Il dr. Luca Guarda Nardini fa parte dell’equipe multidisciplinare dell’Ulss2 di il nuovo ambulatorio specializzato per il trattamento degli acufeni.







