Il dolore associato al dente del giudizio incluso rappresenta una delle condizioni più frequenti nella pratica odontoiatrica, soprattutto nei giovani adulti tra i 17 e i 30 anni. Non si tratta di un semplice “mal di denti”, ma di un fenomeno complesso, multifattoriale, che coinvolge dinamiche anatomiche, infiammatorie e microbiologiche.
Un dente del giudizio incluso (o affetto da disodontiasi) è un terzo molare che non riesce a erompere correttamente nella cavità orale, rimanendo parzialmente o totalmente intrappolato nell’osso o nella gengiva. Questa condizione costituisce il principale fattore predisponente al dolore e alle complicanze cliniche.
Dente del giudizio incluso
- Definizione e cause: il dente del giudizio incluso è un terzo molare che non erompe correttamente per mancanza di spazio, posizione anomala o ostacoli anatomici.
- Meccanismi del dolore: principalmente legati a pericoronite (infiammazione gengivale), infezione batterica, pressione sui denti vicini e, più raramente, complicanze cistiche.
- Sintomi principali: dolore mandibolare, gengiva gonfia e arrossata, difficoltà ad aprire la bocca, dolore alla masticazione, talvolta febbre e malessere.
- Diagnosi e valutazione: basate su esame clinico e imaging radiologico (soprattutto Cone Beam CT nei casi complessi).
- Trattamento: dalla terapia conservativa (igiene, antibiotici, antinfiammatori) fino all’estrazione chirurgica nei casi sintomatici o complicati.
Fisiopatologia: perché il dente del giudizio incluso fa male?
l dolore non è causato da un unico meccanismo, ma dalla combinazione di più fattori:
1. Mancanza di spazio e inclusione dentaria
La causa primaria è quasi sempre la mancanza di spazio nell’arcata dentaria, che impedisce al dente di erompere correttamente.
Il dente può quindi:
- rimanere completamente incluso nell’osso;
- emergere parzialmente;
- crescere in posizione inclinata o orizzontale.
Questa condizione genera:
- compressione sui denti adiacenti;
- stress meccanico sul legamento parodontale;
- microtraumi ripetuti dei tessuti molli.
2. Infiammazione gengivale: la pericoronite
La pericoronite rappresenta la causa più frequente di dolore acuto nei denti del giudizio inclusi o semi-inclusi.
È definita come un’infiammazione dei tessuti molli che circondano la corona dentaria, favorita dall’accumulo di placca batterica sotto un lembo gengivale (opercolo).
Dal punto di vista patogenetico:
- l’eruzione incompleta crea una “tasca” difficile da detergere;
- residui alimentari e batteri proliferano;
- si sviluppa un’infezione locale con risposta infiammatoria.
La letteratura riporta che questa condizione può interessare fino all’80% dei giovani adulti almeno una volta nella vita.
3. Infezione e formazione di ascessi
Se non trattata, la pericoronite può evolvere in:
- ascesso pericoronale;
- infezioni diffuse dei tessuti molli (celluliti);
- coinvolgimento degli spazi fasciali profondi.
In questi casi il dolore diventa:
- pulsante;
- continuo;
- associato a segni sistemici (febbre, malessere).
4. Pressione e danno ai denti adiacenti
Un dente incluso può esercitare pressione sul secondo molare, causando:
- riassorbimento radicolare;
- carie interprossimali;
- dolore riferito.
5. Complicanze cistiche e ossee (rare ma rilevanti)
In alcuni casi, il follicolo dentario può evolvere in:
- cisti dentigera;
- lesioni osteolitiche.
Queste condizioni possono provocare dolore cronico e deformazione ossea.
Quadro clinico: sintomi tipici e segni d’allarme
Il dolore da dente del giudizio incluso può variare da lieve fastidio a sintomatologia severa.
Sintomi locali più comuni
- dolore nella regione posteriore della mandibola
- gengiva arrossata e gonfia
- difficoltà ad aprire la bocca (trisma)
- dolore alla masticazione
- alitosi e sapore sgradevole
Sintomi sistemici (nei casi più avanzati)
- febbre
- linfoadenopatia
- malessere generale
Segni clinici di gravità
- edema diffuso del volto
- difficoltà a deglutire
- limitazione marcata dell’apertura orale
Questi ultimi richiedono valutazione urgente.
Diagnosi: approccio clinico e strumentale
La diagnosi si basa su:
1. Esame clinico
- ispezione della gengiva pericoronale
- valutazione del dolore alla palpazione
- presenza di secrezione purulenta
2. Imaging radiologico
Fondamentale per valutare:
- posizione del dente (inclusione ossea o mucosa)
- rapporto con il nervo alveolare inferiore
- eventuali lesioni associate
La TC Cone Beam (CBCT) rappresenta oggi il gold standard nei casi complessi.
Trattamento: strategie terapeutiche evidence-based
Il trattamento dipende dalla fase clinica e dalla severità.
1. Terapia conservativa (fase acuta)
Indicata nei casi di pericoronite iniziale:
- irrigazione e disinfezione locale
- antibiotici (nei casi con infezione sistemica)
- analgesici/antinfiammatori
- miglioramento dell’igiene orale
2. Operculectomia
Rimozione chirurgica del lembo gengivale che copre il dente:
- riduce l’accumulo batterico
- indicata in casi selezionati
3. Estrazione del dente del giudizio
Rappresenta il trattamento definitivo nei casi di:
- inclusione sintomatica
- recidive di pericoronite
- danno ai denti adiacenti
- rischio di complicanze
Le linee guida internazionali suggeriscono un approccio individualizzato, basato su:
- sintomi
- posizione del dente
- rischio chirurgico
Casi clinici significativi (dalla pratica e letteratura)
Caso 1: pericoronite ricorrente
Paziente giovane con dolore intermittente e gonfiore:
- diagnosi: inclusione parziale del terzo molare inferiore
- trattamento: estrazione
- outcome: completa risoluzione dei sintomi
Caso 2: dolore riferito e diagnosi tardiva
Paziente con dolore diffuso mandibolare:
- causa: pressione del dente incluso sul secondo molare
- complicanza: carie nascosta interprossimale
- trattamento combinato conservativo + chirurgico
Caso 3: infezione acuta con trisma
Paziente con pericoronite avanzata:
- sintomi: febbre, difficoltà ad aprire la bocca
- trattamento: antibiotici + drenaggio + estrazione differita
Complicanze: quando il dolore non va sottovalutato
Un dente del giudizio incluso non trattato può portare a:
- infezioni ricorrenti
- ascessi
- danni ai denti vicini
- cisti odontogene
In rari casi, l’infezione può diffondersi ai tessuti profondi del collo (evenienza potenzialmente grave).
Complicanze: quando il dolore non va sottovalutato
Un dente del giudizio incluso non trattato può portare a:
- infezioni ricorrenti
- ascessi
- danni ai denti vicini
- cisti odontogene
In rari casi, l’infezione può diffondersi ai tessuti profondi del collo (evenienza potenzialmente grave).
FAQ – Domande frequenti sul dente del giudizio incluso e dolore
1. Il dente del giudizio incluso deve essere sempre tolto?
No. L’estrazione non è sempre necessaria. Secondo le linee guida internazionali, si interviene quando il dente provoca dolore, infezioni ricorrenti, danni ai denti vicini o presenta un rischio concreto di complicanze. Nei casi asintomatici può essere monitorato nel tempo.
2. Perché il dolore compare a fasi (va e viene)?
Il dolore intermittente è tipico della pericoronite, che si riattiva quando batteri e residui alimentari si accumulano sotto la gengiva che ricopre parzialmente il dente. Fasi di miglioramento possono alternarsi a riacutizzazioni.
3. Il dolore può irradiarsi ad altre zone?
Sì. Il dolore può essere “riferito” e irradiarsi verso orecchio, gola, articolazione temporo-mandibolare o altri denti, rendendo talvolta difficile identificare subito la causa.
4. Gli antibiotici risolvono definitivamente il problema?
No. Gli antibiotici possono controllare temporaneamente l’infezione, ma non eliminano la causa (il dente incluso). Senza trattamento definitivo, il problema tende a recidivare.
5. Quali sono i segnali che indicano una complicanza grave?
Febbre, gonfiore esteso del volto, difficoltà ad aprire la bocca (trisma), dolore intenso e difficoltà a deglutire sono segnali di possibile infezione avanzata e richiedono valutazione urgente.
6. È meglio togliere il dente del giudizio in giovane età?
In molti casi sì. Nei pazienti giovani l’osso è più elastico, le radici meno sviluppate e il recupero post-operatorio generalmente più rapido, con minori complicanze.
Dente del giudizio incluso che provoca dolore
Il dolore causato da un dente del giudizio incluso è il risultato di una complessa interazione tra fattori anatomici, infettivi e infiammatori. La pericoronite rappresenta il fulcro clinico di questa condizione, ma non è l’unico meccanismo coinvolto.
La gestione ottimale richiede:
- diagnosi precoce
- valutazione individualizzata
- intervento tempestivo
In un’ottica moderna, l’approccio non è più “estrarre sempre”, ma trattare in modo mirato e basato sull’evidenza, prevenendo le complicanze e migliorando la qualità di vita del paziente.
Bibliografia essenziale
- Guarda-Nardini L. et al.
“Relazione dolore-ansia negli interventi di estrazione del terzo molare.”
Atti XVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia, 1994. - National Institute for Health and Care Excellence (NICE).
“Guidance on the extraction of wisdom teeth.”
UK Health Authority, 2000. - Cochrane Collaboration.
“Surgical removal versus retention for the management of asymptomatic impacted wisdom teeth.”
Cochrane Database of Systematic Reviews. - American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons.
“Management of Third Molar Teeth.”
Clinical Practice Guidelines, AAOMS.
NOTE SULL’AUTORE
Dr. Luca Guarda Nardini è Medico Chirurgo, specializzato in Chirurgia Maxillo-Facciale, Otorinolaringoiatria e Odontostomatologia, con oltre 35 anni di esperienza clinica e scientifica.
È Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale presso l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso e Professore a contratto presso l’Università di Padova.
È riconosciuto tra i principali esperti italiani e internazionali nel trattamento delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e dei disturbi cranio-facciali.
Il dr. Luca Guarda Nardini si occupa di chirurgia maxillo facciale per la risoluzione di problematiche complesse come il trattamento delle disfunzioni dell’articolazione mandibolare e la chirurgia orale.
RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI







