In sintesi – Artrocentesi mandibolare
L’artrocentesi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è una procedura mini-invasiva utilizzata nel trattamento di alcune patologie della mandibola, in particolare dolore articolare persistente, limitazione dell’apertura orale e blocco mandibolare. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il lavaggio articolare può ridurre l’infiammazione, migliorare la mobilità e consentire un significativo recupero funzionale in molti pazienti.
Artrocentesi mandibolare (ATM)
L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è una delle articolazioni più complesse del corpo umano.
Permette di:
- aprire e chiudere la bocca;
- masticare;
- parlare;
- deglutire;
- eseguire movimenti fini della mandibola.
Quando l’ATM si infiamma o va incontro ad alterazioni biomeccaniche, possono comparire:
- dolore davanti all’orecchio;
- click articolari;
- limitazione dell’apertura della bocca;
- blocco mandibolare;
- difficoltà masticatorie.
Nella maggior parte dei pazienti il trattamento è inizialmente conservativo. Tuttavia, quando i sintomi persistono nonostante terapia farmacologica, fisioterapia e bite, l’artrocentesi rappresenta oggi una delle procedure mini-invasive più studiate e utilizzate nella chirurgia dell’ATM.
Cos’è l’artrocentesi dell’ATM?
L’artrocentesi è una procedura mini-invasiva che consiste nel:
- inserire due piccoli aghi nello spazio articolare superiore dell’ATM;
- irrigare l’articolazione con una soluzione sterile;
- rimuovere mediatori infiammatori e prodotti di degradazione;
- liberare eventuali aderenze intra-articolari;
- ripristinare la normale mobilità articolare.
L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia locale e ha una durata relativamente breve.
Come nasce l’artrocentesi moderna?
L’artrocentesi dell’ATM è stata introdotta all’inizio degli anni Novanta come evoluzione dell’artroscopia dell’ATM.
Negli ultimi trent’anni la letteratura scientifica internazionale ha prodotto centinaia di studi che ne hanno confermato:
- sicurezza;
- efficacia;
- minima invasività;
- basso tasso di complicanze.
Oggi rappresenta uno dei trattamenti mini-invasivi di riferimento nei disordini interni dell’articolazione temporo-mandibolare.
Quando è indicata l’artrocentesi mandibolare?
Le principali indicazioni comprendono:
Dislocazione del disco senza riduzione (closed lock)
Il paziente presenta:
- apertura della bocca limitata;
- dolore intenso;
- improvvisa incapacità di aprire completamente la mandibola.
È probabilmente l’indicazione più studiata.
Dolore dell’articolazione temporo-mandibolare
Particolarmente nei casi di:
- sinovite;
- capsulite;
- osteoartrite;
- artrite infiammatoria.
Osteoartrosi dell’ATM
L’artrocentesi può contribuire a:
- ridurre l’infiammazione;
- diminuire il dolore;
- migliorare la funzione.
Difficoltà masticatorie persistenti
In alcuni pazienti il dolore cronico determina:
- ridotta efficienza masticatoria;
- perdita della funzione mandibolare;
- compromissione della qualità di vita.
Come si esegue l’artrocentesi?
La procedura segue alcuni passaggi fondamentali.
1. Anestesia locale
L’area viene anestetizzata per garantire il massimo comfort.
2. Posizionamento degli aghi
Vengono introdotti due aghi nell’articolazione.
Uno consente l’ingresso del liquido.
L’altro ne permette il deflusso.
3. Lavaggio articolare
L’articolazione viene irrigata con soluzione sterile.
Il lavaggio consente di:
- eliminare citochine infiammatorie;
- rimuovere detriti cellulari;
- ridurre mediatori del dolore;
- migliorare la lubrificazione.
4. Mobilizzazione della mandibola
Al termine della procedura possono essere eseguite delicate manovre di mobilizzazione.
5. Eventuali infiltrazioni
In alcuni casi l’artrocentesi può essere associata a:
- acido ialuronico;
- PRP (plasma ricco di piastrine);
- altri trattamenti rigenerativi selezionati.

Perché l’artrocentesi funziona?
Per molti anni si è ritenuto che il beneficio dipendesse esclusivamente dal lavaggio meccanico.
Le ricerche più recenti suggeriscono invece un meccanismo multifattoriale:
Riduzione dell’infiammazione
L’eliminazione di:
- interleuchine;
- TNF-α;
- prostaglandine;
- metalloproteinasi;
riduce il dolore articolare.
Eliminazione delle aderenze
Il lavaggio può rompere microaderenze che limitano il movimento.
Miglioramento della lubrificazione
Il ripristino dell’ambiente intra-articolare favorisce il movimento del complesso disco-condilo.
Riduzione della pressione intra-articolare
Questo meccanismo sembra contribuire al miglioramento del dolore.
Quali risultati si possono ottenere?
Le revisioni sistematiche e le meta-analisi più recenti mostrano:
Riduzione del dolore
Molti pazienti riportano una significativa diminuzione del dolore.
Aumento dell’apertura orale
L’apertura della bocca può aumentare in modo clinicamente significativo.
Miglioramento della funzione masticatoria
Si osserva frequentemente:
- maggiore comfort durante i pasti;
- riduzione dell’affaticamento;
- miglioramento della qualità di vita.
Miglioramento del blocco mandibolare
Particolarmente evidente nei pazienti con closed lock.
Quanto durano i benefici?
I risultati sono variabili e dipendono da:
- diagnosi;
- durata dei sintomi;
- gravità della patologia;
- riabilitazione post-procedura.
In molti pazienti i benefici si mantengono per anni.
Quali sono le complicanze?
L’artrocentesi dell’ATM è considerata una procedura sicura.
Le complicanze sono rare e generalmente lievi:
- edema transitorio;
- lieve dolore post-operatorio;
- ecchimosi;
- limitazione temporanea dei movimenti.
Le complicanze maggiori sono eccezionali.
Cosa fare dopo l’artrocentesi?
La riabilitazione è fondamentale.
Generalmente si consigliano:
- esercizi di fisioterapia mandibolare;
- mobilizzazione precoce;
- dieta morbida iniziale;
- controllo delle parafunzioni;
- gestione del bruxismo.
Casi clinici: quando l’artrocentesi cambia la vita del paziente
I casi clinici più significativi riguardano pazienti che presentano:
- blocco improvviso della mandibola;
- dolore persistente da mesi;
- grave limitazione dell’apertura orale;
- fallimento delle terapie conservative.
In molti di questi pazienti l’artrocentesi consente:
- recupero della funzione;
- riduzione del dolore;
- ritorno alla normale alimentazione;
- miglioramento della qualità di vita.
Domande frequenti (FAQ)
L’artrocentesi dell’ATM è dolorosa?
No. Viene generalmente eseguita in anestesia locale ed è ben tollerata.
L’artrocentesi può eliminare il blocco mandibolare?
In molti pazienti con dislocazione del disco senza riduzione si osserva un importante miglioramento.
Quanto dura l’intervento?
Generalmente tra 20 e 40 minuti.
Si tratta di un intervento chirurgico?
È considerata una procedura mini-invasiva e molto meno traumatica rispetto alla chirurgia aperta dell’ATM.
L’artrocentesi può essere ripetuta?
In alcuni casi sì, soprattutto se i sintomi recidivano.
Conclusioni su Artrocentesi mandibolare (ATM)
L’artrocentesi dell’articolazione temporo-mandibolare rappresenta oggi una delle procedure mini-invasive più efficaci nel trattamento del dolore articolare, del blocco mandibolare e di alcune forme di disfunzione dell’ATM. Le evidenze scientifiche più recenti dimostrano che il lavaggio articolare, soprattutto se integrato con una corretta riabilitazione funzionale, può consentire un significativo recupero della funzione mandibolare e un importante miglioramento della qualità di vita.
Artrocentesi mandibolare (ATM)
- Guarda-Nardini L, Manfredini D, Ferronato G. Arthrocentesis of the temporomandibular joint: systematic review of the literature. International Journal of Oral and Maxillofacial Surgery. 2008;37(7):613-619.
- Guarda-Nardini L, Manfredini D, Salamone M, Salmaso L, Tonello S, Ferronato G. Efficacy of arthrocentesis in temporomandibular joint disorders: a systematic review. Oral Surgery, Oral Medicine, Oral Pathology, Oral Radiology. 2012;113(6).
- Manfredini D, Guarda-Nardini L. Arthrocentesis in temporomandibular joint disorders: systematic review and clinical implications. Minerva Stomatologica. 2009;58(7-8):359-367.
- Al-Moraissi EA, Wolford LM, Ellis E III, Neff A. The hierarchy of different treatments for arthrogenous temporomandibular disorders: a network meta-analysis. Journal of Cranio-Maxillofacial Surgery. 2020.
- De Leeuw R, Klasser GD. Orofacial Pain: Guidelines for Assessment, Diagnosis, and Management. Quintessence Publishing. 2018.
NOTE SULL’AUTORE
Dr. Luca Guarda Nardini è Medico Chirurgo, specializzato in Chirurgia Maxillo-Facciale, Otorinolaringoiatria e Odontostomatologia, con oltre 35 anni di esperienza clinica e scientifica.
È Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale presso l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso e Professore a contratto presso l’Università di Padova.
È riconosciuto tra i principali esperti italiani e internazionali nel trattamento delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e dei disturbi cranio-facciali.
Il dr. Luca Guarda Nardini si occupa di chirurgia maxillo facciale per la risoluzione di problematiche complesse come il trattamento delle disfunzioni dell’articolazione mandibolare e la chirurgia orale.
RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI







