In sintesi
Il dolore davanti all’orecchio durante l’apertura della bocca è un sintomo frequente dei disturbi temporo-mandibolari (TMD), ma non identifica automaticamente un’infiammazione del condilo o dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Il dolore può infatti originare dall’articolazione, dai muscoli masticatori, dai denti oppure, più raramente, da patologie infiammatorie sistemiche o infettive.
La distinzione tra dolore articolare, dolore muscolare e dolore di origine dentale richiede un esame clinico accurato e, quando indicato, esami di imaging come la risonanza magnetica (RM) o la CBCT. L’obiettivo non è soltanto controllare il dolore, ma individuare la causa e preservare nel tempo la funzione mandibolare.
Dolore davanti all’orecchio quando apro la bocca: perché può comparire?
Il dolore localizzato davanti all’orecchio, soprattutto quando si apre la bocca, mastica o sbadiglia, corrisponde anatomicamente alla regione dell’articolazione temporo-mandibolare.
L’ATM è situata immediatamente davanti al condotto uditivo esterno e mette in rapporto il condilo mandibolare con l’osso temporale.
Durante l’apertura della bocca il condilo non compie semplicemente un movimento di rotazione: nella fase iniziale ruota e successivamente trasla in avanti insieme al disco articolare.
Per questo motivo, un’alterazione di una qualsiasi delle strutture coinvolte può provocare dolore durante il movimento.
Le principali possibilità sono:
- dolore articolare dell’ATM (artralgia);
- sinovite o infiammazione articolare;
- alterazioni del disco articolare;
- osteoartrosi dell’ATM;
- infiammazione o patologia del condilo;
- dolore dei muscoli masticatori;
- patologie dentali;
- artriti sistemiche;
- più raramente, infezioni dell’articolazione.
I criteri diagnostici internazionali DC/TMD distinguono in particolare le forme dolorose articolari da quelle muscolari e rappresentano uno dei principali riferimenti clinici per la diagnosi dei disturbi temporo-mandibolari.
ATM infiammata, condilo o muscoli: come orientarsi?
Una delle domande più importanti è:
Come posso capire se il dolore davanti all’orecchio proviene dall’articolazione oppure dai muscoli della mandibola?
Non esiste un singolo sintomo sufficiente per rispondere. Tuttavia, alcune caratteristiche possono orientare la diagnosi.
| Caratteristica | Più suggestiva di dolore articolare | Più suggestiva di dolore muscolare |
|---|---|---|
| Dolore davanti all’orecchio | ✓ | meno tipico |
| Dolore durante l’apertura | ✓ | possibile |
| Dolore durante la masticazione | ✓ | ✓ |
| Dolore evocabile premendo sull’ATM | ✓ | — |
| Dolore evocabile premendo i muscoli | — | ✓ |
| Rigidità mandibolare | frequente | possibile |
| Click articolare | possibile | non tipico |
| Crepitio | possibile | non tipico |
| Affaticamento dei muscoli | possibile | ✓ |
| Limitazione dell’apertura | possibile | possibile |
Questa distinzione non sostituisce la visita clinica: molti pazienti presentano infatti forme miste, nelle quali coesistono dolore articolare e muscolare.
Quando il dolore indica un’ATM infiammata?
L’infiammazione dell’ATM può interessare la membrana sinoviale, la capsula articolare, il disco e le superfici articolari.
Il termine artralgia indica il dolore proveniente dall’articolazione; sinovite indica invece un processo infiammatorio della membrana sinoviale.
Queste condizioni possono essere associate, ma non sono sinonimi.
Un’ATM infiammata può manifestarsi con:
- dolore preauricolare;
- dolore durante l’apertura della bocca;
- dolore durante la masticazione;
- rigidità;
- limitazione dei movimenti mandibolari;
- dolore alla palpazione dell’articolazione;
- talvolta versamento articolare;
- rumori articolari.
È importante sottolineare che un click mandibolare isolato non dimostra la presenza di un’infiammazione.
La presenza di un rumore articolare, soprattutto se non accompagnato da dolore o limitazione funzionale, può essere associata a un’alterazione del rapporto disco-condilo senza rappresentare necessariamente una malattia che richiede trattamento.
Il condilo mandibolare può essere infiammato?
Sì, ma il concetto deve essere interpretato correttamente.
Il condilo è una componente ossea dell’ATM; in molti quadri definiti genericamente come “condilo infiammato”, il processo patologico interessa in realtà l’intero compartimento articolare, con sinovite, versamento, edema osseo o alterazioni degenerative.
Le cause possono comprendere:
- sovraccarico funzionale;
- trauma;
- osteoartrosi;
- artrite reumatoide;
- artrite psoriasica;
- artrite idiopatica giovanile;
- altre malattie infiammatorie;
- raramente infezioni.
La risonanza magnetica può evidenziare alterazioni del midollo condilare, versamento articolare e modificazioni dei tessuti molli che non sono direttamente valutabili con una radiografia convenzionale.
Quali sintomi fanno pensare maggiormente a un problema articolare?
Il dolore articolare dell’ATM tende ad avere alcune caratteristiche.
1. Dolore davanti all’orecchio
È la localizzazione classica.
Il paziente può indicare con un dito una zona immediatamente anteriore al padiglione auricolare.
2. Dolore durante l’apertura
L’apertura della bocca determina il movimento del condilo e del disco.
Se il dolore aumenta specificamente durante questo movimento, l’origine articolare diventa più probabile.
3. Dolore durante la masticazione
Gli alimenti duri o gommosi possono aumentare il carico sull’articolazione.
4. Limitazione dell’apertura
Il paziente può riferire:
“Non riesco più ad aprire la bocca come prima.”
La limitazione può essere dovuta a dolore, contrattura muscolare, alterazioni discali o patologia articolare.
5. Deviazione della mandibola
Quando un’articolazione è dolorosa o presenta una limitazione del movimento, la mandibola può deviare durante l’apertura.
Quando il dolore davanti all’orecchio dipende dai muscoli?
I principali muscoli coinvolti nella funzione mandibolare sono:
- massetere;
- temporale;
- pterigoideo mediale;
- pterigoideo laterale.
Il dolore miofasciale può essere percepito non soltanto nella zona della mandibola, ma anche:
- alla tempia;
- alla guancia;
- davanti all’orecchio;
- nell’area preauricolare;
- nella regione cervicale.
Questo è uno dei motivi per cui la diagnosi differenziale può essere difficile.
Un paziente con dolore muscolare del massetere può descrivere un dolore apparentemente “all’orecchio”, pur avendo un’ATM strutturalmente normale.
Il dolore muscolare tende inoltre a essere evocabile attraverso la palpazione dei muscoli coinvolti e può associarsi ad affaticamento mandibolare, serramento o bruxismo.
Bruxismo e dolore davanti all’orecchio
Il bruxismo può aumentare il carico sui muscoli masticatori e sull’ATM.
È tuttavia importante evitare una semplificazione frequente:
bruxismo ≠ causa unica di tutti i disturbi dell’ATM.
Il bruxismo può rappresentare un fattore di rischio o di mantenimento, ma i TMD sono condizioni multifattoriali nelle quali interagiscono fattori biologici, biomeccanici, comportamentali e psicosociali.
Per questo motivo la terapia non dovrebbe essere basata automaticamente sulla prescrizione di un bite senza una diagnosi.
E se il dolore fosse causato da un dente?
Il dolore davanti all’orecchio non deve essere attribuito automaticamente all’ATM.
Anche alcune patologie odontogene possono provocare dolore irradiato verso:
- orecchio;
- tempia;
- mandibola;
- regione preauricolare.
Tra le possibili cause rientrano:
- pulpite;
- necrosi pulpare;
- ascesso dentale;
- pericoronite;
- patologie parodontali;
- complicanze associate ai denti del giudizio.
Una valutazione odontoiatrica è quindi importante quando il quadro clinico presenta caratteristiche compatibili con una causa dentale.
Dolore davanti all’orecchio: quali altre diagnosi devono essere considerate?
La diagnosi differenziale può essere ampia.
Disturbi dell’ATM
- artralgia;
- sinovite;
- dislocazione del disco;
- osteoartrosi;
- malattie infiammatorie.
Disturbi muscolari
- dolore miofasciale;
- sovraccarico;
- parafunzioni;
- dolore riferito.
Patologie dentali
- pulpite;
- infezioni;
- problemi parodontali;
- denti del giudizio.
Patologie dell’orecchio
Alcune patologie otologiche possono produrre dolore nella stessa regione anatomica.
Patologie neurologiche
Più raramente il dolore può essere di natura neuropatica o riferito da altre strutture.
Patologie sistemiche
Artrite reumatoide, artrite psoriasica e altre malattie infiammatorie possono interessare l’ATM.
Quando la risonanza magnetica è utile?
La risonanza magnetica dell’ATM è particolarmente importante quando si vuole studiare:
- disco articolare;
- posizione e morfologia del disco;
- versamento;
- sinovite;
- tessuti retrodiscali;
- edema del midollo osseo;
- alterazioni infiammatorie.
La RM permette quindi di visualizzare componenti dell’articolazione che non possono essere adeguatamente studiate con una radiografia panoramica.
Una revisione recente sulla relazione tra versamento articolare alla RM e dolore dell’ATM ha incluso anche studi che evidenziano un’associazione tra quantità di versamento e presenza di dolore, pur sottolineando che il significato clinico del reperto deve essere interpretato nel contesto del paziente.
Un lavoro del 2026 ha inoltre riportato, in una coorte di 221 pazienti con artralgia dell’ATM, un’associazione tra la maggiore gravità del versamento rilevato alla RM e maggiore intensità del dolore e della disfunzione mandibolare. Si tratta di un dato interessante e recente, ma non significa che ogni versamento alla RM sia automaticamente sinonimo di dolore o di malattia clinicamente significativa.
La presenza di liquido nell’ATM significa che l’articolazione è infiammata?
Non necessariamente.
Il versamento articolare è un importante segno radiologico, ma deve essere interpretato insieme a:
- sintomi;
- esame clinico;
- caratteristiche del dolore;
- alterazioni del disco;
- eventuali alterazioni ossee;
- storia clinica.
Alcuni studi hanno dimostrato una relazione tra versamento, sinovite e patologia articolare, ma la correlazione non è assoluta.
Questo principio è fondamentale per evitare una delle più frequenti forme di sovradiagnosi:
non si deve trattare una risonanza magnetica, ma un paziente.
Quando è preferibile la CBCT?
La Cone Beam Computed Tomography (CBCT) è particolarmente utile per lo studio delle strutture ossee.
Può evidenziare:
- erosioni;
- osteofiti;
- sclerosi;
- rimodellamento;
- appiattimento del condilo;
- alterazioni degenerative;
- deformità ossee.
È invece meno adatta della RM per valutare disco articolare, sinovia e tessuti molli.
In altre parole:
RM → soprattutto tessuti molli, disco, versamento e fenomeni infiammatori
CBCT → soprattutto osso e morfologia condilare
La scelta dell’esame dovrebbe essere guidata dal quesito clinico e non eseguita automaticamente in ogni paziente.
Quali esami servono?
Non tutti i pazienti con dolore davanti all’orecchio necessitano di imaging.
L’iter può comprendere:
1. Anamnesi
Lo specialista indaga:
- durata del dolore;
- modalità di insorgenza;
- trauma;
- dolore durante la masticazione;
- limitazione funzionale;
- rumori;
- bruxismo;
- patologie reumatologiche;
- precedenti interventi.
2. Esame clinico
Si valutano:
- apertura massima;
- apertura assistita;
- lateralità;
- protrusione;
- deviazioni;
- dolore articolare;
- dolore muscolare;
- rumori;
- occlusione.
3. Imaging quando indicato
- RM;
- CBCT;
- TC;
- radiografia panoramica in situazioni selezionate.
4. Esami ematici
Sono indicati soprattutto quando esiste il sospetto di una malattia infiammatoria sistemica o di un’infezione.
Quando il dolore davanti all’orecchio è un segnale d’allarme?
La maggior parte dei dolori dell’ATM non rappresenta un’emergenza.
Esistono però situazioni che richiedono una valutazione medica tempestiva.
È particolarmente importante non trascurare:
- gonfiore preauricolare importante;
- febbre;
- trisma improvviso o marcato;
- rapido peggioramento del dolore;
- malocclusione comparsa improvvisamente;
- trauma recente significativo;
- arrossamento della regione preauricolare;
- difficoltà a deglutire;
- malessere sistemico.
Questi segni possono, in casi rari, essere compatibili con un’artrite settica dell’ATM, una condizione infettiva rara ma potenzialmente grave.
Una revisione sistematica del 2021 ha analizzato 93 casi e ha rilevato come i sintomi più frequenti fossero dolore preauricolare/ATM, trisma e gonfiore; la febbre sistemica, al contrario, era assente nella maggioranza dei casi.
Una revisione e casistica pubblicata nel 2025 ha confermato la natura rara e spesso inizialmente poco specifica della patologia e ha sottolineato l’importanza della diagnosi e del trattamento tempestivi.
L’artrite settica dell’ATM: una diagnosi rara ma importante
L’artrite settica dell’ATM è un’infezione dello spazio articolare.
Può derivare da:
- diffusione ematogena;
- infezioni locali;
- diffusione per contiguità;
- inoculazione diretta;
- condizioni predisponenti.
I microrganismi più frequentemente identificati appartengono ai generi Staphylococcus e Streptococcus, anche se la microbiologia può essere più complessa. Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 ha evidenziato inoltre una significativa presenza di infezioni anaerobiche e l’associazione con fattori sistemici quali diabete e immunocompromissione.
Il trattamento richiede una valutazione urgente e può comprendere antibiotici e, nei casi appropriati, drenaggio o trattamento chirurgico.
Non deve quindi essere confusa con il comune dolore muscolare o con un TMD cronico.
Come si cura un’ATM infiammata?
La terapia dipende dalla diagnosi.
Non esiste una cura unica per tutte le forme di dolore preauricolare.
Terapia conservativa
Nei disturbi temporo-mandibolari dolorosi, il trattamento iniziale è generalmente conservativo.
Può comprendere:
- educazione del paziente;
- riduzione temporanea dei carichi articolari;
- dieta morbida per periodi selezionati;
- evitare aperture estreme;
- fisioterapia;
- esercizi mandibolari;
- trattamento dei fattori muscolari;
- gestione delle parafunzioni.
L’obiettivo è ridurre il dolore e recuperare progressivamente la funzione evitando trattamenti irreversibili non necessari.
Farmaci antinfiammatori e analgesici
In presenza di dolore acuto, il medico può prescrivere farmaci analgesici o antinfiammatori non steroidei (FANS), quando appropriati e in assenza di controindicazioni.
L’utilizzo deve tenere conto di:
- età;
- patologie concomitanti;
- farmaci assunti;
- rischio gastrointestinale;
- rischio cardiovascolare;
- funzione renale.
I corticosteroidi non sono una terapia da utilizzare indiscriminatamente e trovano indicazioni soprattutto in specifiche patologie infiammatorie.
Fisioterapia mandibolare
La fisioterapia può essere utile soprattutto quando il dolore è associato a:
- limitazione funzionale;
- rigidità;
- alterazioni del movimento;
- componente muscolare.
Può comprendere:
- esercizi di mobilizzazione;
- esercizi di coordinazione;
- terapia manuale;
- trattamento dei muscoli masticatori;
- esercizi cervicali quando indicati.
La letteratura suggerisce un possibile beneficio dell’associazione tra esercizi e terapia manuale, anche se la qualità delle evidenze varia a seconda dell’intervento e dell’outcome considerato.
Il bite può curare un’ATM infiammata?
Non esiste una risposta valida per tutti.
Un dispositivo occlusale può essere considerato in pazienti selezionati, soprattutto quando sono presenti bruxismo, serramento o determinati quadri di sovraccarico.
Tuttavia:
il bite non cura automaticamente l’infiammazione dell’ATM.
La sua indicazione deve derivare dalla diagnosi e inserirsi in un programma terapeutico più ampio.
Quando può essere indicata l’artrocentesi?
L’artrocentesi dell’ATM è una procedura mini-invasiva che consente di lavare lo spazio articolare e, in determinate tecniche, effettuare una distensione idraulica.
Può essere presa in considerazione in pazienti selezionati con:
- dolore articolare persistente;
- limitazione dell’apertura;
- alcune forme di dislocazione discale senza riduzione;
- patologia intra-articolare non sufficientemente controllata con trattamento conservativo.
Il suo ruolo non è quello di sostituire la diagnosi, ma di intervenire in condizioni specifiche.
Quando si arriva alla chirurgia?
La chirurgia viene presa in considerazione quando esiste una patologia strutturale significativa o quando il trattamento conservativo e mini-invasivo non è sufficiente.
Le possibilità comprendono:
- artrocentesi;
- artroscopia;
- chirurgia articolare;
- procedure ricostruttive;
- sostituzione protesica dell’ATM nei casi terminali selezionati.
La scelta dipende dalla patologia, dalla gravità del danno e dagli obiettivi funzionali.
Tre scenari clinici molto diversi
Scenario 1 — Dolore davanti all’orecchio, senza alterazioni ossee
Una persona presenta dolore durante la masticazione e l’apertura della bocca.
L’ATM è dolente alla palpazione, ma non sono presenti deformità ossee.
La diagnosi può essere compatibile con artralgia/sinovite, da interpretare nel contesto clinico e, se indicato, mediante RM.
Il trattamento iniziale è generalmente conservativo.
Scenario 2 — Dolore mandibolare associato a muscoli molto contratti
Il paziente riferisce dolore alla mandibola e alla tempia.
La palpazione del massetere riproduce il dolore.
L’ATM non è particolarmente dolente.
In questo caso l’origine può essere prevalentemente miofasciale.
Il trattamento sarà quindi diverso da quello di una patologia intra-articolare.
Scenario 3 — Dolore intenso, gonfiore e trisma improvviso
Il paziente presenta:
- dolore preauricolare intenso;
- gonfiore;
- apertura orale fortemente ridotta;
- alterazione dell’occlusione;
- eventualmente febbre.
Questo quadro richiede una valutazione urgente per escludere un’infezione articolare.
Le revisioni della letteratura mostrano che l’artrite settica dell’ATM è rara, ma può produrre complicanze importanti se non diagnosticata e trattata tempestivamente.
Perché non bisogna confondere un click con un’ATM infiammata?
Il click mandibolare è probabilmente uno dei sintomi più fraintesi.
Un click può essere associato a una dislocazione del disco con riduzione, ma non significa automaticamente:
- infiammazione;
- artrosi;
- necessità di trattamento;
- rischio di distruzione articolare.
Il trattamento dovrebbe quindi essere guidato soprattutto da dolore, limitazione funzionale e diagnosi, non dalla semplice presenza di un rumore.
Dolore davanti all’orecchio e mandibola: quando rivolgersi allo specialista?
È opportuno richiedere una valutazione specialistica quando:
- il dolore persiste;
- il dolore aumenta progressivamente;
- l’apertura della bocca si riduce;
- la mandibola si blocca;
- compaiono nuovi rumori associati a dolore;
- il dolore interferisce con la masticazione;
- esiste una storia di trauma;
- sono presenti artrite reumatoide, artrite psoriasica o altre malattie infiammatorie;
- i sintomi non migliorano con le normali misure conservative.
La valutazione può essere effettuata da un odontoiatra esperto in TMD, da un chirurgo maxillo-facciale e, quando indicato, da un reumatologo o da altri specialisti.
Domande frequenti – Dolore davanti all’orecchio quando apro la bocca
Perché mi fa male davanti all’orecchio quando apro la bocca?
La causa più frequente è rappresentata da un disturbo dell’ATM o dei muscoli masticatori, ma devono essere considerate anche patologie dentali e, più raramente, infiammatorie o infettive.
Il dolore davanti all’orecchio significa che il condilo è infiammato?
Non necessariamente. Il dolore preauricolare è compatibile con un disturbo articolare, ma la causa può essere anche muscolare, discale, degenerativa o dentale.
Come faccio a sapere se è l’ATM o un muscolo?
La diagnosi richiede un esame clinico. Il dolore riprodotto dalla palpazione dell’ATM suggerisce un’origine articolare, mentre quello riprodotto dalla palpazione dei muscoli masticatori orienta maggiormente verso una componente muscolare.
Serve sempre una risonanza magnetica?
No. La RM viene indicata quando il quesito clinico richiede lo studio del disco, dei tessuti molli, del versamento o dell’infiammazione articolare. Non è necessaria per ogni dolore mandibolare.
La CBCT vede l’infiammazione?
La CBCT è soprattutto utile per valutare le strutture ossee. La RM è generalmente più informativa per disco, versamento, sinovia e alterazioni dei tessuti molli.
Un’ATM infiammata può guarire?
Molti disturbi dolorosi dell’ATM possono migliorare significativamente con trattamenti conservativi appropriati. La prognosi dipende però dalla causa: un sovraccarico funzionale non ha lo stesso significato di un’artrite sistemica o di una patologia articolare strutturale avanzata.
Quando il dolore davanti all’orecchio è urgente?
La presenza di gonfiore importante, febbre, trisma marcato o improvviso, malocclusione recente e rapido peggioramento richiede una valutazione medica tempestiva, perché raramente può indicare un’infezione dell’ATM.
Conclusioni – Dolore davanti all’orecchio quando apro la bocca
Il dolore davanti all’orecchio quando si apre la bocca è un sintomo tipico dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, ma non significa automaticamente che il condilo sia infiammato. La stessa regione può essere sede di dolore articolare, muscolare, dentale o, più raramente, di patologie reumatologiche e infettive.
La diagnosi moderna parte dall’esame clinico, utilizzando criteri standardizzati come i DC/TMD, e ricorre all’imaging quando questo può modificare la diagnosi o il trattamento. La risonanza magnetica è particolarmente importante per valutare disco, versamento e componenti infiammatorie; la CBCT è invece più indicata per definire le alterazioni ossee del condilo e dell’articolazione.
Un punto particolarmente importante è che un reperto radiologico non deve essere interpretato isolatamente. La presenza di versamento o di alterazioni del disco deve essere correlata ai sintomi e all’esame clinico. Le evidenze più recenti mostrano un’associazione tra maggiore versamento articolare e dolore/disfunzione in specifici gruppi di pazienti, ma non autorizzano a considerare ogni alterazione alla RM come una malattia clinicamente rilevante.
Nella maggior parte dei casi, il trattamento iniziale è conservativo e può comprendere educazione, modifica temporanea dei carichi, fisioterapia, esercizi terapeutici e trattamento farmacologico quando indicato. Nei casi selezionati possono essere considerate procedure mini-invasive come l’artrocentesi, mentre la chirurgia è riservata alle forme con patologia strutturale significativa o persistente.
In presenza di dolore preauricolare persistente, limitazione dell’apertura o progressivo peggioramento della funzione mandibolare, una diagnosi specialistica è il modo più sicuro per stabilire se il problema riguarda realmente il condilo e l’ATM oppure i muscoli, i denti o altre strutture.
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NOTE SULL’AUTORE
Dr. Luca Guarda Nardini è Medico Chirurgo, specializzato in Chirurgia Maxillo-Facciale, Otorinolaringoiatria e Odontostomatologia, con oltre 35 anni di esperienza clinica e scientifica.
È Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale presso l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso e Professore a contratto presso l’Università di Padova.
È riconosciuto tra i principali esperti italiani e internazionali nel trattamento delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e dei disturbi cranio-facciali.
Il dr. Luca Guarda Nardini si occupa di chirurgia maxillo facciale per la risoluzione di problematiche complesse come il trattamento delle disfunzioni dell’articolazione mandibolare e la chirurgia orale.







