Il trisma mandibolare, comunemente noto come “blocco della mandibola”, rappresenta una complicanza spesso trascurata ma clinicamente rilevante nei pazienti che hanno ricevuto trattamenti radioterapici per neoplasie del distretto cervico-facciale. Si tratta della limitazione dell’apertura della bocca, che può compromettere in modo significativo funzioni quotidiane come alimentarsi, parlare, sorridere o mantenere un’adeguata igiene orale.
Cos’è il Trisma mandibolare?
Il trisma è definito come una riduzione dell’apertura interincisiva (cioè la distanza tra gli incisivi centrali superiori e inferiori) al di sotto di 35 millimetri, anche se in molti casi clinici si registrano aperture inferiori ai 20 mm. La sua insorgenza può essere progressiva o improvvisa, e può associarsi a dolore, rigidità muscolare e difficoltà nei movimenti mandibolari.
Cause e Meccanismi Patogenetici
Nel contesto della radioterapia, il trisma si sviluppa principalmente a causa degli effetti collaterali delle radiazioni sui tessuti molli e duri coinvolti nella masticazione. Le radiazioni ionizzanti, pur essendo fondamentali nel trattamento dei tumori testa-collo, non risparmiano i tessuti sani circostanti. In particolare:
Fibrosi muscolare: la radiazione induce una reazione infiammatoria cronica nei muscoli masticatori (massetere, pterigoideo mediale e temporale), portando alla formazione di tessuto fibrotico che limita l’elasticità e la funzionalità del muscolo.
Danno ai nervi cranici: in alcuni casi, le radiazioni possono lesionare i nervi motori responsabili della funzione mandibolare, peggiorando la condizione.
Ipossia tissutale: la riduzione della vascolarizzazione locale provoca un ambiente anossico che ostacola la rigenerazione dei tessuti, contribuendo all’irrigidimento cronico.
L’incidenza del trisma post-radioterapia varia tra il 5% e il 38%, con percentuali più alte nei pazienti sottoposti a radioterapia combinata con chirurgia o chemioterapia, oppure in quelli con dosi superiori ai 60 Gy nella regione del muscolo massetere o pterigoideo.

Impatto sulla Qualità di Vita
Il trisma può compromettere gravemente la qualità di vita del paziente oncologico. Tra le problematiche principali si segnalano:
Difficoltà nella masticazione e deglutizione → aumento del rischio di malnutrizione e perdita di peso.
Limitazione nell’igiene orale → maggiore incidenza di carie, gengiviti e infezioni.
Problemi di comunicazione → impatto psicologico e sociale negativo.
Dolore cronico e tensione muscolare → riduzione del benessere generale.
Prevenzione e Diagnosi Precoce
La valutazione precoce della mobilità mandibolare, prima e durante il trattamento radioterapico, è cruciale per identificare i pazienti a rischio. Misurazioni semplici con calibri millimetrati o dispositivi digitali permettono un monitoraggio efficace.
Strategie preventive includono:
Esercizi terapeutici quotidiani di apertura e stretching mandibolare (come il protocollo Therabite® o l’uso di dispositivi di mobilizzazione passiva).
Educazione del paziente all’importanza della fisioterapia mandibolare sin dalle prime fasi del trattamento.
Pianificazione radioterapica ottimizzata con tecniche come IMRT (Intensity-Modulated Radiation Therapy), che riducono la dose ai tessuti sani.
Trattamento del Trisma Post-Radioterapia
Una volta instaurato, il trisma richiede un approccio terapeutico multidisciplinare. Le principali opzioni includono:
Fisioterapia e riabilitazione funzionale: stretching assistito, esercizi attivi/passivi, terapia miofunzionale.
Terapia farmacologica: uso di miorilassanti, corticosteroidi locali, analgesici.
Tossina botulinica: iniettata nei muscoli masticatori per ridurre la contrattura muscolare, con risultati promettenti in casi selezionati.
Trattamenti chirurgici (rari): nei casi refrattari, può essere necessaria una tenotomia o una miotomia dei muscoli coinvolti.
Trisma Mandibolare Post-Radioterapia
Il trisma mandibolare post-radioterapia è una complicanza evitabile e, in molti casi, reversibile se diagnosticata precocemente e gestita adeguatamente. La prevenzione resta l’arma più efficace, ma è fondamentale aumentare la consapevolezza tra oncologi, radioterapisti, fisioterapisti e odontoiatri per un approccio realmente integrato. Prendersi cura del sorriso, anche dopo una battaglia contro il cancro, è un diritto che la medicina moderna ha il dovere di garantire.
Il dr. Luca Guarda Nardini si occupa di chirurgia maxillo facciale per la risoluzione di problematiche complesse come la chirurgia orale e i trattamenti delle disfunzioni dell’articolazione mandibolare.
PER DOMANDE O RICHIESTE AL DR. GUARDA NARDINI COMPILARE IL MODULO SEGUENTE







